GIANNI MALERBA, sostituto procuratore generale di Roma, ha impugnato davanti alla Cassazione l’ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva concesso la libertà condizionale a Barbara Balzerani, ex brigatista rossa condannata a 6 ergastoli: non si rinvengono, nella sua condotta, comportamenti sintomatici di ravvedimento, al di là del mero e forse opportunistico abbandono della posizione di “irriducibile”. C’è stato un errato, superficiale e tautologico riconoscimento dei requisiti per la concessione del beneficio. E’ inaccettabile che una manifestazione di tangibile insensibilità per la memoria di quanti ebbero a perdere la vita per lo Stato, provenga da un Tribunale dello Stato ad esclusivo beneficio di chi lo Stato tentò di abbattere.
PESI MEDIA: il caso Balzerani dimostra una volta di più come la giustizia italiana sia sempre più una casta autoreferenziale che dimostra un rispetto per lo Stato assolutamente risibile. E la sua zoppìa a sinistra è sempre più sensibilmente tangibile, ma i bastoni di sostegno continuano a non mancare.
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